Just another WordPress.com weblog

Articoli con tag ‘cervello’

Salute e Malattia! Sesto livello

 

images-3

Seguendo  la teoria dei sette livelli di salute e di malattia proposti da Georges Ohsawa e ripresi da Michio Kushi, possiamo  fare una analisi del nostro stato di salute.

Essi hanno  una forma di progressione tra un livello e l’altro, che ci permette di comprendere il nostro stato di salute e poter apportare le modifiche necessarie per invertire il processo e recupera salute e benessere.

Se abbiamo seguito un stile di vita non idoneo al mantenimento del nostro equilibrio possiamo arrivare a sperimentare il SESTO livello di Malattia con:

  • Malattie del sistema nervoso centrale
  • progressivo  peggioramento che da organi e ghiandole invade alche il sistema nervoso

    images-4

Recuperare da questa fase richiede molto tempo e impegno costante in uno stile di vita sano, attenzione alla dieta, all’attività fisica, all’atteggiamento mentale

 

 

 

6° LIVELLO DI SALUTE caratteristiche che lo identificano:

  1. adattabilità
  2. riflessi pronti, flessibilità di pensiero
  3. capacità di cambiare e di accettare i cambiamenti fare tesoro delle esperienze, mente aperta

images-5

Annunci

SELF-SHIATSU per dire addio allo stress!!

Lezioni individuali o di gruppo  di Self-Shiatsu
con il tuo Personal Trainer esperto in arti orientali

Self-Shiatsu è un percorso di sviluppo personale, ricerca, scoperta, salute e divertimento attraverso l’auto trattamento dei meridiani e dei punti, esercizi di respirazione, rilassamento e concentrazione, ed i rimedi naturali e personalizzati in base alla propria costituzione e condizione di salute.

Questa pratica è consigliata anche dal istituto tumori di Milano Cascina Rosa

E’ consigliato un abbigliamento: comodo/sportivo (si consiglia tuta da ginnastica in tessuto naturale) e materiale per prendere appunti.
Lezioni individuali di 30 minuti   –   lezioni di gruppo di 60 minuti

Docente:
Nadia Simonato docente e operatrice Shiatsu – Do In – Filosofia Macrobiotica   cell. 3357050842

“Operatore Shiatsu – libera professione di cui alla legge 4/2013”

Filmati

4348804451_016df3f187_o

Sport & Shiatsu per migliorare le prestazione dell’atleta

images-1

Per dare il meglio di sè l’atleta necessita di essere in ottima forma, sia fisica che psichica. Questi aspetti interagiscono profondamente nella vita della persona anche nello sport. Agire sulla fisiologia permette di attivare le risorse profonde e liberare energie sopite. Lavorando sul corpo con l’aiuto di guide esperte l’atleta impara a conoscere meglio le sue risorse, e come agirle per raggiungere i suoi obiettivi.

Il nostro corpo è costruito per operare efficientemente con la forza di gravità. Quando godiamo di un buon allineamento, possiamo accogliere la forza di gravità e dissiparla attraverso la struttura, avendo una sensazione di movimento, libertà e leggerezza.
Quando invece cʼè un disallineamento, le forze della gravità e del movimento (specialmente quando corriamo e camminiamo) si piantano nel corpo, causando pesantezza e compressione.

La vita diventa pesante.

piedichecamminao

Anche il semplice camminare, per esempio, può essere una attività di apertura, di espansione, di incontro con il mondo, oppure può esprimersi allʼinsegnadella difesa, del contenimento, della paura. Nel camminare, virtualmente, la spinta parte dal piede, che stabilisce un solido contatto con la terra, permettendo così alla fascia pelvica di muoversi libera e ben sostenuta dalle gambe, senza lʼintervento di altri punti di sostegno (collo , spalle, torace,schiena, addome).

Quando il corpo non è allineato, richiede molta più energia per funzionare, i muscoli sono costretti a sopportare un lavoro molto più grande, si induriscono, sono costretti in un ruolo che non compete a loro.
Eʼ sufficiente un disallineamento di 1 o 2 centimetri per aumentare fino a raddoppiare lo sforzo che il nostro corpo deve fare per sorreggere la nostra testa.

Osservando il modo in cui una persona sta nel proprio corpo possiamo immaginarne la vita e le sue esperienze, il suo modo di pensare e di esprimersi.
La qualità fondamentale di un organismo vivente è la sua capacità di mobilità spontanea. Il movimento è connaturato al processo vitale dellʼorganismo stesso. Abbiamo una netta interdipendenza tra blocchi, tensioni muscolari e tipo di movimento.

Il movimento contiene in sè la tendenza al cambiamento e si contrappone invece alla cristallizzazione.
La vita che facciamo è il risultato dellʼespressione dei nostri sistemi energetici e dei modelli in cui essi funzionano. Dalla flessibilità di questi modelli dipende la nostra capacità di adattamento al continuo e costante cambiamento che cʼ è dentro e fuori di noi.

La forma migliore si ottiene rompendo la routine.

Dal cambiamento emerge la creatività come produzione autonoma che sgorga dal proprio essere e racchiude in sè il piacere ed il ritmo dei movimenti ispirati.
Nel presente siamo continuamente influenzati dalle esperienze fatte nel passato; lo stress si accumula nel nostro sistema e crea dei blocchi. La forza vitale si ancora ai ricordi negativi e ad abitudini vecchie (risposte ottimali nel passato ma ora non più necessarie), e rimane così intrappolata dai sistemi di tensione, accumulando stress su stress. Tutto questo limita la nostra capacità di cambiamento e di scelta, la nostra creatività e libertà. Ci sentiamo soffocati, bloccati in situazioni che proprio non riusciamo a cambiare.

La funzione dei nostri sistemi energetici è direttamente collegata alla nostra condizione biologica, emotiva e psicologica, ed essa viene espressa dalla postura. Spesso noi cerchiamo di cambiare ma contemporaneamente siamo spaventati dal ”cambiamento”, e sperimentiamo situazioni ripetitive: per ottenere cambiamenti reali allʼesterno dobbiamo prima apportare dei cambiamenti dentro di noi.

Quando una persona intraprende un processo di guarigione e di consapevolezza, tutti i suoi sistemi iniziano a rilasciarsi e come risultato la persona sperimenta maggior movimento nella sua vita e si moltiplicano i cicli di integrazione.
Più il sistema energetico è libero e fluido e più diretta sarà la risposta agli stimoli esterni, più creativa e libera da condizionamenti e maggiore, quindi, sarà la possibilità di azioni ottimali con risultati più gratificanti. Questo è ancor più evidente nel mondo dello sport.

Spontaneità e creatività sono fondamentali nella pratica sportiva, nella quale si prova piacere quando si ha un totale coinvolgimento di mente e corpo, e si prende consapevolezza dello scopo da raggiungere (lʼazione giusta al momento giusto).
Liberando il corpo dai blocchi dei traumi del passato, permettiamo il libero fluire e lʼaumento

dellʼenergia e della fiducia. Aumenta quindi la possibilità di risposte creative agli stimoli, portando più vitalità, piacere e soddisfazione nelle nostre attività quotidiane.
Ampliando la percezione di sè, migliora lʼinterazione con gli altri e con lʼambiente circostante. Questo aiuta lʼatleta a proiettarsi insieme alla propria squadra verso traguardi sempre più stimolanti.

Lo SHIATSU partendo dal lavoro sul corpo, passa attraverso le emozioni e la mente, porta fluidità, armonia ed integrazione, aiutando così lʼatleta a scoprire il proprio potenziale ed i propri limiti, per poterli piano piano conoscere e superare, nel rispetto della sua individualità.

 Credo sia storicamente doveroso segnalare che fu Rudy Palombini uno dei primi Maestri, a introdurre lo Shiatsu in Italia nel 1964 (con sistema  Namikoshi) e che nel 1968 lo portò anche nello sport con molto successo.

Rudy Palombini  è stato per molti anni massaggiatore ufficiale del Coni e ha seguito squadre olimpiche di numerose discipline. Lo Shiatsu dava risultati più rapidi rispetto al massaggio tradizionale sia a livello fisico ma soprattutto a livello psicologico negli atleti, tanto che contribuì alla conquista di 36 medaglie d’oro tra olimpiadi e campionati del mondo.

Riflessologia facciale

images

Stress, insonnia, dolori alle articolazioni, fastidi legati alla menopausa, problemi di digestione e di memoria: tutti disturbi normalmente curati con medicine varie, ma che possono essere alleviati anche con l’aiuto della riflessologia facciale.

Il viso, come altre parti del corpo,  infatti ha un alto numero di nervi e di vasi sanguigni, di conseguenza attraverso la pressione di alcuni punti è possibile influenzare le dinamiche relative ad altre parti del corpo.

Sedute individuali su appuntamento e lezioni di gruppo

Nadia Simonato
docente e operatrice shiatsu e filosofia orientale  della Federazione Italiana Shiatsu Insegnanti e Operatori

INFO  & ADESIONI  info@tairere.it     cell.  3357050842

Abano Terme  Via Barsanti 17

Postura corretta… dipende dal cervello!!

 

Assumere una postura errata spesso è un evento del tutto inconscio.

Nel  neonato la postura  è carente perché la parte del cervello che controlla i muscoli posturali non sono ancora sviluppati.
Nelle varie fasi di crescita il bambino pratica azioni innate come il gattonare, il correre e il giocare, tutte azioni che bombardano continuamente  il cervello con stimoli provenienti dalle articolazioni, dai muscoli,  e dagli organi di senso come occhi e orecchie.

L’accumularsi di questi stimoli sviluppa il cervelletto e la parte del cervello dedicata a governare la postura. Il cervelletto si trova nella parte posteriore della nostra testa ed è l’organo più importante per la coordinazione dei muscoli, per i riflessi e per mantenerci in una posizione eretta rispetto al campo gravitazionale terrestre.

Grazie alla forza gravitazionale il nostro corpo riceve continuamente informazioni dai meccanorecettori: un tipo di nervo in grado di recepire i movimenti da parte delle articolazioni e muscoli. La gravità dunque è una continua fonte di stimolo per il nostro cervello e di conseguenza per la nostra postura.

Se i muscoli e le articolazioni si muovono correttamente, i meccanorecettori manderanno al cervelletto informazioni ottimali.
Le articolazioni che ricevono la maggior fonte di stimoli sono quelli della colonna vertebrale, struttura fondamentale per mantenere una postura eretta. Mano a mano che il tempo passa, i muscoli posturali diventano più forti e riescono quindi a mantenere la normale postura eretta facendo meno fatica.

Ma se al contrario, abbiamo  un biomeccanica alterata o un malfunzionamento di un’articolazione dovuto a trauma, stress, infiammazione o condizioni ereditarie, i meccanorecettori riceveranno stimoli minori incitando proporzionalmente meno i muscoli posturali. Questo comporta una riduzione dell’efficacia muscolare la quale si manifesta con una postura errata. Una postura errata prolungata nel tempo può dare origine a  malattie e cambi fisiologici , problemi cognitivi e/o sensazione di malessere generale.

Nella schiena ci sono diversi strati muscolari, che possiamo definire superficiali o profondi ai quali l’esercizio fisico fa molto bene.
L’esercizio fisico è solo una delle risposte al problema posturale, esso giova maggiormente allo strato muscolare superficiale. Lo strato profondo infatti è quello composto da piccoli muscoli che si trovano tra le vertebre che ci permettono i movimenti di flessione estensione e rotazione del busto.
Questi muscoli sono direttamente controllati dal cervello e non  da uno stimolo conscio della persona stessa.

 

Detto questo, non possiamo più ignorare la funzione del cervello in relazione alla colonna vertebrale,  e l’importanza di un stile di vita sano che possa prevenire  un’anticipata degenerazione vertebro-muscolare.

Recenti studi hanno per altro dimostrato che il cervelletto non controlla solamente la coordinazione motoria, ma contribuisce anche in altre funzioni cerebrali come la funzione cognitiva e la funzione comportamentale.

Questo ci porta a concludere che l’inattività mentale come l’inattività fisica può portare ad un invecchiamento precoce del cervello. Una buona prevenzione deriva da
uno stile di vita a contato con la natura, che preveda attività in sintonia con le caratteristiche individuali, ma ben bilanciate sia  nell’impegno mentale che fisico.
Per mantenere un cervello sano, forte e giovane sono utili esercizi cognitivi come le parole crociate o gli scacchi insieme ad un corretto movimento vertebrale ed ad una dieta equilibrata. Per mantenere una postura sana dunque sono fondamentali tutti questi fattori.

Ricevere trattamenti shiatsu con cadenza regolare, può essere un valido aiuto per aiutare il nostro cervello  e il nostro corpo ad integrare stress e tensioni, sia della colonna, ma anche collegati agli organi interni e al cervello.
Un buon trattamento prevede una stimolazione profonda ed efficace della muscolatura adiacente alle vertebre e alla colonna, con effetti su  tutto l’organismo e in particolare un’integrazione dello stress, sia fisico, mentale, emozionale.

Un nuovo antidolorifico a costo zero!

Un recente studio scientifico ha dimostrato che incrociando  le mani possiamo  alleviare il dolore.

Il risultato dello studio è pubblicato sulla rivista Pain.

Giandomenico Iannetti, l’autore principale dello studio in questione svolto all’University College di Londra, spiega: “Nella vita quotidiana si usano per lo più la mano sinistra per toccare le cose sul lato sinistro del mondo, e la mano destra per il lato destro del mondo – per esempio quando prendiamo un bicchiere d’acqua alla nostra destra, in genere, tendiamo ad allungare proprio la mano destra. Incrociare le mani dà luogo a una mancata corrispondenza” tra quanto è usuale ed i comandi che il cervello deve impartire al corpo. Questo rende più difficile, per il cervello stesso, trattare il dolore,  perché è costretto a lavorare, non in modo automatico, per occuparsi degli altri stimoli.

Si ricuce così, almeno in parte, la normale sensibilità del nostro cervello.

Il curioso risultato è la diretta conseguenza del fatto che l’area del nostro cervello che contiene le mappe, rispettivamente, della parte destra del nostro corpo e della parte destra dello spazio esterno vengono abitualmente attivate insieme (per inciso, in prevalenza, dalla parte sinistra del cervello), il che è molto efficace nel processamento degli stimoli sensoriali.

“Quando incrociamo le braccia” prosegue Iannetti, “le due mappe non vengono attivate insieme, così l’elaborazione degli stimoli sensoriali da parte del cervello, è meno efficace ed efficiente, inclusa l’elaborazione delle sensazioni di dolore”.

Secondo il ricercatore questa scoperta potrebbe portare a nuove modalità per trattare il dolore, proprio servendosi del semplice movimento delle mnai con il conseguente momento “confusione” del cervello.

Ovviamente un simile escamotage non è un potente analgesico, “ma” aggiunge Iannetti, “stiamo testandolo su persone con dolore cronico alle mani” ed i primi risultati sono soddisfacenti.

Si tratta di  un nuovo passo in avanti nella possibilità di utilizzare al meglio le nostre potenzialità senza, necessariamente, ricorrere all’assunzione di farmaci o altre sostanze per combattere o, almeno, alleviare il dolore.

È un’ulteriore prova di quanto siano sorprendenti ed affascinanti il nostro corpo e la nostra mente.

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: